Siamo nel suggestivo contesto del Liberty Torinese di Casa Boffa- Costa- Magnani in Via De Sonnaz progettata nel 1904 dall’architetto Fenoglio e caratterizzata esternamente, da una facciata decoratissima con serramenti a “coda di pavone” e internamente, da un androne che fa da “atrio di ingresso a corridoio” trattato come una galleria vetrata in elementi policromi.
In questo ambito signorile dei primi del ‘900 si inserisce questo grande appartamento, di cui si invaghiscono i due proprietari, una coppia giovane con due bambini trasferiti da Milano, che hanno un gusto eclettico, e sono degli appassionati collezionisti di pezzi di design d’autore.
La casa, che si trova al primo piano nobile, è molto luminosa, grazie ai soffitti molto alti con un interpiano di quasi 4,00 mt.
L’obiettivo del primo progetto del 2018-19 era quello di riplasmare l’impianto iniziale della casa, che aveva subito un primo rimaneggiamento scomposto negli anni ‘80, per ottenere una distribuzione funzionale e pulita, andando a conservare e valorizzare i numerosi dettagli d’epoca e di pregio ancora presenti. Un secondo progetto del 2020 è stato invece quello dell’ampliamento della zona notte al fondo dell’impianto planimetrico.
Lo scopo generale del progetto è stato quello di dar nuova vita a questa dimora d’epoca, mantenendo la sua essenza originale pur coniugandola con i gusti e le esigenze estetiche dei nuovi proprietari. Ne è nato così un progetto contemporaneo, dall’animo “pop” nel tentativo, speriamo riuscito, di bilanciare un gusto “eclettico” con una scatola d’epoca.
La zona giorno si apre su un ampio terrazzo laterale, accessibile dalla cucina e dal soggiorno, realizzato sulla copertura dell’androne di ingresso interno del piano terra, che contribuisce a dare luminosità agli ambienti interni.
Il soggiorno ricavato dalla fusione di due camere, che presentavano due volte diversamente configurate, una delle quali, presentava resti di un affresco, mentre l’altra presentava decorazioni in stucco che hanno necessitato una parziale ricostruzione.
In assoluto il lavoro di restauro più importante ha riguardato sicuramente alcuni dei soffitti affrescati che come nel caso del soggiorno, durante il cantiere, sono emersi dopo una campagna di sondaggi che, laddove le condizioni di partenza lo hanno permesso, sono stati riportati alla luce e ripresi grazie ad un attento lavoro di restauro conservativo.
Tutti i dettagli d’epoca presenti, ritenuti di valore, sono stati mantenuti e restaurati: i pavimenti originali in legno, in alcune stanze sono stati smontati, numerati, restaurati e rimontati; le porte d’epoca sono state mantenute e restaurate così come i radiatori in ghisa decorati.
Per i nuovi pavimenti invece la scelta è ricaduta sull’utilizzo di un seminato a base scura, una scelta forte e contemporanea, che però ben si adatta alle case d’epoca, dove in origine, il seminato era presente in tutte le zone di servizio/distribuzione (oltre che nelle parti comuni come in questo caso) alternate al legno nelle stanze e nei salotti. Nello specifico il nuovo pavimento in seminato riveste tutte gli spazi della casa dove non era più presente il pavimento originale, bagni compresi. Unica deroga è stata fatta per una camera da letto, dove precedentemente era stato posato un legno a correre di minimo pregio e dove si è scelto di posare a spina un legno d’epoca, smontato da un cantiere coevo alla casa che presentava la stessa essenza (rovere) e dimensione dei pavimenti esistenti.
Per quanto riguarda le scelte cromatiche in casa si rincorrono i grigi declinati in una scala di diverse intensità alternati a elementi più luminosi dati o dagli arredi di serie o dalla lamina d’ottone degli arredi disegnati su misura. Anche queste scelte derivano da un lavoro di condivisione con la proprietà, che in alcuni casi ha portato a scelte “audaci”, come nel caso del corridoio, che nella nuova distribuzione ha una dimensione piuttosto ridotta, si è voluto giocare sul concetto quasi giocoso di “antro oscuro”.
Questo tema è stato interpretato con un progetto d’arredo su misura, disegnato e fatto realizzare ad hoc, in un’alternanza di finiture in laccato opaco color grigio antracite (l’antro oscuro) e in laminato effetto ottone, che impreziosisce e illumina gli spazi di corridoio attrezzato che percorrono tutta la casa, dall’ingresso con la libreria/bussola, agli armadi contenitori che celano la porta del bagno padronale, alla camera da letto matrimoniale dove trovano spazio gli armadi della zona spogliatoio che in un concetto double face fanno anche da testiera del letto.
Per la cucina, nodo conviviale della casa, che si affaccia sul grande terrazzo, si è scelta una soluzione senza soluzione di continuità con l’ingresso, in essa domina una grande isola tecnica del piano lavoro e cottura della serie Artematica Vitrum di Valcucine, in vetro opaco retro-laccato, color “campo di grano” (per l’isola) e grigio cenere (per le colonne).
Alle spalle della cucina una zona colonne che nasconde uno spazio office di dispensa e ripostiglio.
Il tema degli arredi è stato un continuo lavoro di confronto con i clienti, che essendo collezionisti, avevano a disposizione molti pezzi iconici del design italiano da ricollocare e integrare, tra questi il divano (che è stato rifoderato), il tavolo e le sedie, il letto della camera matrimoniale ecc. Ad essi abbiamo accostato nuovi arredi di serie come la libreria e il mobile tv e alcuni pezzi di famiglia restaurati come la cassettiera del soggiorno e le due poltroncine anni 50’ in velluto blu.
Per i bagni si è scelto di giocare sul colore, andando ad inserire sanitari dai colori vivaci (verdi/ grigio/ senape) a cui si abbinano i mobili lavabo progettati e realizzati, anch’essi, su misura nei toni che nel caso del bagno padronale, riprendono quelli di soffitti e pareti.
Il bagno padronale vede protagonisti, oltre la vasca free standing, anche il lampadario a chandelier in cristallo, pezzo di famiglia, restaurato per l’occasione, abbinato allo specchio antico, anch’esso appartenente alla famiglia dei proprietari.
A distanza di qualche anno, nel 2020, la casa è stata interessata da un ampliamento che ha annesso alla zona notte una nuova camera, un bagno e una funzionale lavanderia.
Il volume del bagno è stato ricavato come volume ribassato all’interno del volume della nuova camera da letto, coperta da una ricca volta in stucco. Questa intersezione di volumi e funzioni è stata enfatizzata dall’uso del color senape che ricopre muri, soffitto e pavimento in legno, come a dichiarare in maniera ancora una volta audace e pop l’intervento contemporaneo nella scatola d’epoca.
Un altro tema su cui si è concentrato lo sforzo progettuale è lo studio dell’illuminazione, nel tentativo di creare scenari diversi adatti alle molteplici esigenze dell’abitare; sono state abbinate, quindi, diverse tipologie di corpi illuminanti, da quelli per luce indiretta ai piccoli faretti, applique per la luce diffusa e centrivolta o lampade da terra iconici.
Tra questi in soggiorno e ingresso Le Appliques Foil di Davide Groppi, le Piantane Sampei di Davide Groppi ai lati del tavolo, l’iconica Fortuny di Pallucco ai lati del divano angolare tra le due finestre e la lampada da terra AJ di Louis Poulsen (col. Rossa) al lato del sofà ocra. Ad illuminare l’isola della cucina le lampade Cirque di Louis Poulsen (col. Giallo e rame). In corridoio i Faretti Nulla di Davide Groppi – corridoio. Nei bagni di servizio la lampada Toast di Davide Groppi. In una delle due camere bimbo, a parete l’onirica Nuvola di Nemo Lighting. Nella seconda camera bimbo la lampada Imu di Davide Groppi.


































