All’interno di un palazzo anni trenta nel cuore del noto quartiere torinese Cit Turin, una giovane coppia decide di acquistare e ristrutturare un appartamento di circa 120 mq.

La casa era frutto di una ristrutturazione degli anni novanta che aveva compromesso i tratti distintivi dell’epoca di costruzione. Gli elementi originali, eccezion fatta per due dei soffitti che mantenevano gli stucchi dell’epoca e dei pavimenti in legno a quadrotte, sono stati celati da materiali tipici degli anni di ristrutturazione, come pavimenti in legno a doghe posate a 45 gradi nella zona di ingresso e nel soggiorno e altri dettagli fittizzi.

 

La distribuzione interna è stata completamente rivista per mettere in atto le esigenze dei proprietari che desideravano un’ampia zona giorno, due camere da letto, due bagni e una spaziosa cabina armadi.

Il progetto mette in atto una trasformazione profonda degli spazi che passa da una ripartizione più canonica a una fluidità più contemporanea, pur mantenendo intatti la maggior parte dei muri esistenti.

Le pareti tra ingresso e cucina – in cui inizialmente si trovavano una piccola cucina e un bagno – sono state rimosse per creare un unico grande ambiente, collegato visivamente alla zona living, con due ampie aperture allo scopo di amplificarne la percezione spaziale e la luminosità.

All’ingresso, lo sguardo è attirato dalla zona cucina, caratterizzata da un’ampia isola centrale (Arredo 3) separata visivamente tramite una quinta in cui sono state inserite le colonne.

Dal lato opposto, verso la facciata principale (sul corso Ferrucci) tramite due nuovi passaggi si passa all’area soggiorno e alla zona pranzo organizzata intorno ad un grande tavolo rettangolare anni trenta così come l’area sofà si sviluppa attorno al blocco del camino esistente.

Il disimpegno in posizione baricentrica funge da snodo di accesso a tutte le altre aree della casa: da un lato la camera ospiti con un proprio bagno dedicato, una zona lavanderia e dall’altro la zona padronale composta da un’ampia camera da letto in cui l’inserimento di un blocco armadio “ad isola” funge da testata del letto e crea un filtro visivo verso la nuova cabina armadio passante che conduce direttamente al bagno privato finestrato.

Il progetto di interior design si pone come obiettivo l’eliminazione delle interferenze frutto della ristrutturazione precedente per restituire all’abitazione una coerenza materica e formale, capace di dialogare con il presente senza dimenticare le proprie radici.

La scelta dei pavimenti della zona giorno è ricaduta sulla resina, materiale neutro che funge da “trait d’union” tra i diversi ambienti della casa. La resina – che generalmente ha un aspetto industriale e tecnico – tramite la morbidezza e il calore dei toni del rosa si lega così ai pavimenti in legno esistenti delle due camere, alla saturazione dei colori e agli accenti decisi delle superfici e degli arredi pop, fungendo da filo conduttore del progetto.

Ruolo fondamentale è quello del colore che funge da vero e proprio materiale da costruzione: l’abitazione si svela attraverso una sequenza di scatole cromatiche che definiscono le diverse funzioni, creando un dialogo continuo tra rigore geometrico e libertà espressiva.

Nella zona living i soffitti e i varchi di passaggio blu profondi e le pareti dalle tonalità cipria dialogano con gli arredi di serie e su misura – come la libreria color borgogna che fa da fondale al tavolo art decò anni trenta, il divano in tessuto a rete blu inchiostro e il blocco del camino. In cucina, l’isola declinata in un blu notte opaco, si innesta in un ambiente dominato da tonalità neutre, creando un contrasto sofisticato che valorizza la matericità del legno naturale del piano snack e degli elementi contenitivi laccati rosa.Nella camera da letto l’effetto scatola dato dalle pareti laterali sui toni del blu, leggermente desaturato, crea un guscio avvolgente che dialogando con gli elementi dai colori complementari -quali la lampada Luminator di Flos, ilcomponibile di Kartell, la biancheria e la stampa a parete-  trasformano la stanza in un ambiente intimo e moderno.

Particolare attenzione è stata rivolta al tema colore dei bagni: nel bagno padronale il gioco geometrico e pop a pavimento tramite la ceramica Pixel di 41zero42 posata con l’alternanza dei colori nude, pool, sand, pearl e mud e con schemi monocromatrici a parete insieme alla rubinetteria I Balocchi di Fantini rossa creano un ambiente vibrante e ironico. Nel bagno ospiti il colore diventa il “total look”. La scelta della stessa tonalità satura che riveste i pavimenti, le pareti e il soffitto, accompagnata dai sanitari color curry di Nic Design e dalla rubinetteria e i complementi ruggine ha reso lo spazio intimo e avvolgente, un vero e proprio volume immersivo.

Anche la luce assume ruolo fondamentale all’interno del progetto, utilizzata non solo a scopo tecnico ma come parte integrante dell’arredo. Le lampade scelte sono icone del design o pezzi dal forte carattere grafico che dialogano con i colori decisi delle pareti e con il resto degli oggetti.In ingresso Aura di Marset, in cucina – sull’isola e il piano snack – la composizone dinamica Les Acrobates de Gras di Dcw; in soggiorno, le appliques Muse di Tooy in nero e rame, l’iconica lampada da terra Toio di Flos e sul tavolo le due lampade Flowerpot di &Tradition nella colorazione rosso vermiglio.In corridoio una lampada vintage a forma sferica, riprende le due applique sferiche del bagno ospiti Mapa di Ideal-lux. Nel bagno padronale sugli specchi l’iconica Fresnel di Joe Colombo prodotta da Oluce; in camera la lampada Luminator di Flos disegnata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1954, sul comodino Bellhop Table di Flos nel colore Grey Blue.

Il progetto si arricchisce di citazioni iconiche e dettagli giocosi: dalle sedie e gli sgabelli in rattan Vili di TheMasie, al divano Play di Maison du Monde alla tenda nella zona del disimpegno utilizzata per nascondere la zona di ripostiglio e lavanderia realizzata su misura con il tessuto Ziri nella colorazione Chia di Romo da MG Salotti, fino all’illuminazione tecnica che punteggia gli spazi come segni grafici.