In un palazzo signorile di fine Ottocento, nel noto quartiere “Borgo Nuovo” situato intorno alla bellissima Piazza Vittorio Veneto di Torino, una famiglia di quattro persone, si è imbattuta con grande entusiasmo, nella ristrutturazione di questo appartamento dalla ampia metratura (180 mq). La casa, dall’indiscusso fascino, si presentava in uno stato piuttosto decadente, per il quale si è reso necessario un intervento di ristrutturazione molto pesante.

La distribuzione interna è stata completamente rivista per rispondere alle esigenze dei proprietari, a cui interessava ottenere un ingresso accogliente e funzionale, 3 camere da letto, una comoda cabina armadi, sufficienti volumi guardaroba e di deposito, due bagni, una cucina spaziosa e conviviale e un salotto con angolo studio.

Questo obiettivo è stato possibile seguendo uno schema poco canonico, che partendo dall’ingresso, prosegue con la zona notte e vede la zona di soggiorno e la cucina negli ambienti più ampi e luminosi, posti al fondo della casa. L’orientamento generale del progetto d’interni ha seguito l’input dei proprietari, secondo cui, bisognava inseguire da un lato quel sapore di vissuto che tanto colpiva le loro corde e dall’altro sperimentare materiali finiture e soluzioni d’arredo alternative.

Dei dettagli d’epoca, nonostante i vari rimaneggiamenti subiti nel tempo, è stato possibile recuperare una serie di elementi rimasti tra cui: le vecchie porte e le rispettive cornici decorate, i radiatori in ghisa su piedini, le cornici e i rosoni in stucco presenti sui soffitti a volte e i parquet in legno a spina presenti in alcune delle camere. Inoltre, nel corso dei lavori di ristrutturazione sono sorprendentemente emersi tracce del doppio livello (fine ‘800 e primi ‘900) dei vecchi affreschi presenti sul soffitto a volta originario, coperto dalle due controvolte ribassate di quella che, prima era la porzione di camera e bagno padronale e che è diventato poi, il nuovo salotto.

Di queste tracce di affresco emerse si è scelto di recuperare il primo ciclo decorativo di datazione tardo ottocentesca, dai toni color malva, di cui rimaneva una campitura maggiore e in miglior stato.

Il restauro è stato di tipo conservativo con consolidamento della pellicola pittorica e della stuccatura con malta di calce.

Il progetto di interior-design è caratterizzato da un’estetica contemporanea che strizza l’occhio ai dettagli retrò.

Per quanto riguarda la scelta dei materiali, grande ricercatezza e una certa dose di sperimentazione ha orientato la scelta dei nuovi pavimenti in cemento  della zona di ingresso e disimpegno della collezione  pentagon di popham design che reintrerpreta il fascino delle vecchie cementine fatte a mano, rivisitate secondo un disegno poligonale e un mix cromatico nei toni del verde-grigio ceruleo.

I pavimenti in legno posati a spina all’italiana sono in rovere, in parte recuperati e ricollocati nelle camere da letto dopo un opportuno trattamento di restauro e in parte nuovi come per la cucina e il salotto. Questi ultimi sono in rovere fiammato/rigato/ nodato e posati a spina ma senza fascia e bindello perimetrali, levigati in opera e un po’ fessurati per riprendere le caratteristiche di quello recuperato e attribuire quel senso di vissuto, tanto in linea con tutto il resto, la finitura è opaca ad olio.

Per i rivestimenti dei bagni si è scelto di utilizzare le piastrelle smaltate della serie T-brick di Sartoria nei toni verde acquamarina per il bagno con vasca  “Roll Top” di Gaia  e nei toni del grigio ceruleo per il bagno con doccia in nicchia.

Il progetto d’arredo su misura ha coinvolto un gran numero di elementi.

Le linee degli arredi su misura sono prevalentemente pulite con qualche rimando ai dettagli d’epoca come per il motivo cannettato già presente nelle cornici delle vecchie porte poi riprese sia nel mobile d’ingresso che in quello del bagno con vasca.

Tutto quanto disegnato su misura ha consentito di risolvere meglio alcuni nodi, come per il mobile divisorio double face che divide e al contempo connota da un lato l’ingresso e dall’altro la prima tra le camera dei ragazzi. Anche la cabina armadi che fa da disimpegno alla camera padronale è concepita come uno scrigno double face bicolore.

Su disegno anche le ante delle nicchie della cucina, i mobili dei bagni e quelli delle due camere dei ragazzi, interamente integrati con le pareti murarie. Tra gli elementi disegnati su misura c’è anche la base del tavolo ovale che fa da sfondo al corridoio. Con struttura ad X, di ispirazione anni ’50 realizzata in profili di ferro verniciato sul quale è stato appoggiato il ripiano ovale in marmo, ritrovato nella casa ed opportunamente restaurato.

La pallette cromatica degli arredi va dal color cammeo dei mobili di ingresso/ cabina armadi/ mobile del bagno con vasca, al color grigio-verde delle camere dei ragazzi e del mobile del bagno con doccia in nicchia. Per la cucina pareti e arredi nei toni del verde salvia.

La spaziosa e scenografica cucina con schema ad isola centrale e colonne  laterali è della linea skill di Modulnova in laccato satinato color “grigio pietra chiara”, top in marmo di carrara satinato e gole in avory milltech.

La palette cromatica delle pareti è molto ampia, e gira intorno ai toni dominanti del pavimento in cementine e dell’affresco del salone. In questa ottica una ampia gamma di colori morbidi dai verdi salvia, ai malva si alternano nella ricca sequenza dei vari ambienti.

Molti dei pezzi d’arredo di modernariato sono stati ricollocati ed integrati col resto degli arredi, come: i moduli della Libreria modulare Olinto disegnata da Kazuhide Takahama per B&B italia, i divani Maralunga di Vico Magistretti per Cassina, le sedie Medea di Vittorio Nobili per Fratelli Tagliabue, il tavolo della cucina di ispirazione Saarinen è stato restaurato e rilaccato nei toni del verde.

In soggiorno il quadro a parete Symbiosis opera di Ziqian Liu da Paola Sosio Contemporary Art.

Il progetto di illuminazione degli interni è stato sviluppato secondo una accurata ricerca di luci che unisce pezzi canonici del design anni ’60/’70/’80 a prodotti contemporanei.
L’ ingresso è illuminato con un vecchio chandelier in ottone e vetro, mentre il corridoio da una coppia di lampade “foglio” di Scarpa per Flos.
A illuminare il tavolo in marmo del salone la Lampada ad arco di Castiglioni per Flos, e ai lati dei divani rifoderati in velluto color senape la lampada Toio di Castiglioni per flos. La volta affrescata è illuminata invece dai proiettori Newton Flat di Egoluce.
A queste, si uniscono lampade di ispirazione, tra cui, lo sputnik Dalt di Aromas del Campo come luce centrale della cucina, a cui si unisce un sistema di luce indiretta che illumina la volta.
Per il bagno doccia la “Pop bijoux” di Oty Light illumina lo specchio tondo.
Per il bagno vasca la lampada a braccio ambarabà – cicì – cocò di Vesoi.
Nelle camere dei ragazzi La Zettel Z di Ingo Maurer, le Tolomeo di Artemide.
Per la camera padronale luci da lettura lampada Ycro di Aromas del Campo.