In una casa del 1908, disegnata dallo scultore Pietro Canonica in piena zona Vanchiglia, ci si confronta con la ristrutturazione di un appartamento dalla forma a ventaglio.

 

Dotato di un grande ingresso centrale dal quale si articolano, in sequenza come le dita di una mano: tre stanze, un ampio salone angolare illuminato da sei alte finestre e un unico piccolo bagno. Tutti gli ambienti hanno i soffitti a volta. L’atmosfera è un po’ fané, gli interessanti dettagli d’epoca sono sviliti, le pareti sono coperte da strati di carta da parati obsoleta e da rivestimenti in piastrelle di vario genere ed epoche. Anche il parquet delle camere, col tipico disegno a spina di pesce e cornice perimetrale, era rovinato dal tempo.
Alla luce di questo l’intento generale è stato quello di rianimare quest’ambiente domestico rimettendo in luce i dettagli d’epoca, ripulendoli delle stratificazioni che nel tempo avevano seminascosto i caratteri originari della casa. Per il resto, l’approccio è stato molto contemporaneo, sia per l’uso dei materiali che per il disegno dei volumi e degli arredi, con un abbinamento di vecchio e nuovo senza fratture.
Dal punto di vista distributivo, si lasciano inalterate la scansione e la forma delle stanze, piuttosto grandi. A questa configurazione originaria, si aggiunge un unico volume a pianta pentagonale, rastremato nella parte terminale, per rendere meno visibile il contatto col soffitto a volta. In questo nuovo volume, dall’aspetto molto contemporaneo, s’inseriscono un secondo grande bagno, un vano lavanderia e uno strategico vano ripostiglio sopra al bagno.
Nelle camere e nel salone si restaura il parquet originario, che è opportunamente trattato e rifinito a cera. Ciò restituisce allo schema molto tradizionale “a spina” un aspetto più naturale e più informale.
Nel resto della casa, al legno d’epoca delle camere si accosta la resina, unico ma versatile materiale. Sono stati sperimentati vari tipi di finitura e colorei, in modo delicato, giocando con variazioni minime di tono nella gamma del color tortora. La versatilità di questo materiale è sperimentata su tutte le superfici in muratura dei bagni, comprese la grande vasca, il piatto doccia e i ripiani dei lavabi, oltre che sulle pareti e sui pavimenti.
La decorazione degli ambienti si differenzia tra le pareti esistenti, decorate con tinta a calce in toni neutri sabbiosi, e quelle nuove del volume in ingresso, trattate con uno smalto opaco color bianco latte. Anche le porte e finestre, comprese le chiambrane, sono state prima restaurate e poi decorate con smalto opaco color latte. Analogamente si è fatto per i radiatori in ghisa, che hanno assunto un’allure elegante ma che il color latte ha integrato al resto dei dettagli in maniera soft. Le grandi finestre del salone sono state restaurate e nuovi vetrocamera si sono sostituiti ai vecchi vetri singoli, mentre le finestre delle altre stanze sono state interamente sostituite, riprendendo il disegno di quelle originarie, ma adeguandole agli standard energetici ed acustici. Conserviamo anche le vecchie maniglie in ottone, usurate dal tempo, di cui è un peccato liberarsi.
Luci a illuminazione indiretta per ingresso e salone integrano la luce diretta dei centri volta già presenti.
Gli arredi su misura completano i numerosi vani a muro presenti. E’ il caso del salone in cui, oltre all’armadio a muro, un grande sideboard d’ispirazione anni Cinquanta ma dal disegno contemporaneo (disegnato e realizzato appositamente) si lega al macro sofà di cui riprende le dimensioni. Anche il divano è disegnato e realizzato su misura da un artigiano locale, per rispondere alle esigenze dei proprietari: diventa letto matrimoniale a uso degli ospiti pur mantenendo l’estetica morbida e le altezze minime di seduta del sofà. La cucina, organizzata con schema lineare, è molto discreta sia per design sia per i toni cromatici. Color canapa le ante e color latte il fondale in vetro temprato, il ripiano è invece in pietra sinterizzata. Unico tocco rétro è un tavolo fratino di famiglia, in legno di castagno che quasi si specchia sul pavimento in resina, in un’altalena continua tra vecchio e nuovo.

Foto Davide Bellucca Photography